martedì 12 settembre 2017

Pirati armati di fortuna



Abbiamo giocato male? Sì. Abbiamo? Sì, e per giunta fuori casa. Ecco la differenza tra il tragico inizio della scorsa stagione e quello della stagione appena iniziata. L'anno scorso, giocavamo male anche contro squadre modeste e alla fine non strappavamo neanche un punto; quest'anno giochiamo male allo stesso modo ma i risultati arrivano lo stesso. Certo che ieri sera avevamo di fronte un Norimberga che si è dimostrato veramente poca cosa, ad eccezione del laterale Marco Valentini che è sembrato il più attrezzato per impensierirci almeno nella propulsione e nella costruzione del gioco. Ma a dire il vero anche nella scorsa stagione incontravamo squadre mediocri eppure non riuscivamo a venirne a capo. In sostanza ieri siamo stati inguardabili, ricorrendo sterilmente al retro passaggi al portiere.



Dopo lancio lungo e palla persa. Se mai siamo riusciti a creare un principio di azione, subito lo abbiamo fatto naufragare con passaggi fuori misura, controlli sbagliati, incapacità di difendere il pallone e di saltare un avversario. Questa è la dura verità che ci fa preoccupare ancor più delle tante assenze registrate: Buchtmann, Bouhadduz, Ziereis, Sobieh. E soprattutto i sostituti di questi ultimi due al centro della difesa, hanno sempre dato un senso di instabilità dalla quale sembrava poter scaturire da un momento l'altro lo svarione clamoroso.



Come detto in precedenza il Norimberga ci ha aiutato con la sua pochezza offensiva, facendo sì che tutto rimanesse nel quadro di una costante impressione. Fortunatamente Robin Himmelmann ha fatto in pieno il suo dovere, respingendo i pochissimi pericoli che ha dovuto affrontare, accompagnandosi anche alla fortuna in quelle due occasioni dove sarebbe stato disarmato: e queste due occasioni sono venute nel corso della stessa azione con il pallone che in entrambe i casi ha colpito la traversa.



Dall'altro lato la difesa che sembrava ben protetta e grintosa, si è invece rivelata molto distratta quando nel secondo tempo, uno dei tanti rilanci di Himmelmann era colpito malamente dalla testa di un difensore sulla sua trequarti. Il pallone, schizzato all'indietro veniva intercettato ancora fuori area da Waldemar Sobota che ha accumulato tre meriti: credere di poter raggiungere quel pallone gettandosi nella profondità, arrivarci in anticipo su due difensori che lo stavano chiudendo, calciare di prima intenzione con precisione. Goal.



Inatteso e immeritato, ma goal. Dopo ha fatto tutto l'inconsistenza del Norimberga con una caparbia buona volontà senza qualità. La nostra difesuccia si è sempre salvata anche con un paio di salvataggi rocamboleschi. Ora siamo a tre punti dalla capoclassifica Fortuna Dusselfdorf, insieme al Darmstadt, alla neopromossa Kiel e all'Arminia Bielefeld che nell'ultima partita si è svegliata dal sogno di essere in vetta alla classifica, travolta da quattro reti in casa e senza realizzare neanche il goal della bandiera. Sabato aspettiamo al Millerntor un Ingolstadt che ha fatto la metà dei nostri punti ed è quartultimo. Attenzione, siamo già in ampio credito con la fortuna !!! 

mercoledì 30 agosto 2017

Siamo in debito con la fortuna, battendo l'Heidenheim al 93'



Una brutta partita. Grazie al cielo al 92' Johannes Flum ha sbattuto in rete un rimpallo tra due difensori ospiti imbambolati nell'area di porta. Il risultato è però meritato in quanto almeno nel secondo tempo ce l'abbiamo messa tutta e grazie al contributo degli inserimenti di Mats Moller Daehli, sin dall'inizio, e del imprevisto goleador Flum dal '62'. Il primo tempo è stato inguardabile per due ragioni. La prima il solito ricorso alla costruzione per linee orizzontali con una speciale tendenza a passare il pallone indietro e magari al portiere: l'avevamo sofferta per tutta la prima parte della scorsa stagione con i drammatici risultati che non possiamo dimenticare. La seconda ragione riguarda l'imprecisione con il quale abbiamo cercato di portarci in fase offensiva: il cento per cento delle volte abbiamo sbagliato un passaggio o un lancio.



L'Heidenheim pressava confuso senza essere preoccupante salvo che al 27' quando un diagonale di Ame Feick stava per infilarsi sul palo opposto ma è terminato ad un palmo dal palo. Noi zero, se escludiamo un calcio da fermo di Jeremy Dudziak che ha sfiorato la traversa. Dopo aver regalato tutto il primo tempo alla noia, la ripresa è partita in un'altro modo con la squadra che ha deciso di giocare per vincere, anche senza portare particolari occasioni verso la porta difesa dal tatuatissimo Kevin Muller.



Molta pressione, molta imprecisione, buona tenuta difensiva dagli ospiti. All'84' riusciamo a costruire una chiara occasione d goal con un preciso cross di Moller Daehli per Aziz Bouhadduz: il centravanti è tutto solo e non deve neanche saltare per incornare con forza a colpo sicuro. La palla finisce alta sulla traversa. Tuytto sembrava orientato ad uno scialbo pareggio quando sul cross di Buchtmann il pasticcio difensivo degli ospiti ha messo Flum nelle condizioni di realizzare da pochi passi. Janssen dovrà mettersi alle spalle il colpaccio e capire come impostare la squadra per non offrire lo spettacolo visto nel primo tempo.




Certo mancava ancora una volta  Lasse Sobiech al centro della difesa e l'altro centrale che dovrebbe essere titolare (Philipp Ziereis) sta riprendendosi da un lungo incidente, ma una volta ripristinata la solidità difensiva che con Avevor e Hornschuh  non è granitica, è necessario rivedere la fase di costruzione di gioco e quella di finalizzazione. Personalmente, senza sapere se ci sono delle ragioni fisiche particolari, io utilizzerei come titolare Flum non solo perchè ha segnato, ma soprattutto perchè ha un'ottima visione di gioco che gli consente di mettere in movimento nello spazio i compagni.



Inoltre metterei sempre in campo dall'inizio Moller Daehli: il nuovo acquisto Allagui che ha ottime doti tecniche, deve ancora inserirsi bene al fianco di Bouhadduz che è ancora all'asciutto ma continua a muoversi bene e a trasmettere pericolosità. Ottimo il lavoro sulla fascia di Jeremy Dudziak; un pò troppo individualista Waldemar Sobota;  commovente il pubblico che ha aggiunto un'ennesimo sold out alla lunga striscia già accumulata.

lunedì 21 agosto 2017

Pioggia di goal a Darmastadt: tutti nella nostra porta



Come sempre un folto drappello di tifosi hanno seguito i braun weiss nella trasferta di Darmstadt. Clima mitteleuropeo con pioggia battente per una partita che non ci ha lasciato scampo di fronte una squadra tatticamente perfetta per rompere le nostre trame di gioco ed approfittare con precisione delle opportunità che ha potuto raccogliere. Insomma ne abbiamo presi tre, senza riuscire a pungere più di tanto anche se la volontà, lo spirito e la quantità di gioco c'erano tutte. 


Purtroppo in difesa mancava il nostro pilastro centrale, Lasse Sobiech, fermo per un trauma cranico riportato nella partita di coppa di Germania contro il Paderborn (persa anche questa per 3 a 1). E la soluzione di riserva con Christopher Avenor non è certo allo stesso livello. Per il resto dobbiamo aspettare che Bouhadduz ricominci a metterla dentro come al solito, superando questo digiuno (seppur breve) che è stato costellato da errori anche grossolani o da un pizzico di sfortuna: come al secondo minuto di questa partita quando una gran girata di testa su corner di Christopher Buchtmann è stata parata benissimo da Heuer Fernandes. 


Subito dopo la replica dei padroni di casa con un tiro da 20 metri di Artur Sobiech, ha trovato una gran parata di Robin Himmelman che tre minuti dopo ha dovuto capitolare ad un tiro da centro area di Kevin Grosskreutz. Con spazi più aperti per la pressione che abbiamo esercitato, i Darmstadt si fa ancora pericoloso al 19' con Wilson Kamavuaka ancora una volta neutralizzato da un grande intervento di Himmelmann.


Come dicevamo prima, Bouhadduz ha anche fatto errori grossolani: al 26' un servizio di Dudziak è colpito malissimo dal centravanti a pochissimi metri dalla porta. Attacchiamo con continuità ma la difesa gigliata è sempre stata concentrata, lasciandoci faticare per nulla.


Ritornati in campo per il secondo tempo, becchiamo subito un goal su un rigore calciato benissimo da Tobias Kempe. E' il 49' ci sarebbe ancora il tempo per rimontare ma si trova un ottimo Fernandes, prima prontissimo respingere una conclusione da oltre 20 metri di Buchtmann, quindi capace di parare un rigore calciato da Allagui, infine a neutralizzare una conclusione dello stesso Allagui al 67'. All'80' ancora Bouhadduz non riesce a concludere positivamente su cross di Cenk Sahin. Un minuto dopo (81') Yannick Stark ci fa il terzo goal. Finisce la striscia positiva di 10 partite senza sconfitte iniziata nel finale della scorsa stagione. 

giovedì 10 agosto 2017

Raggiunti due volte dal Dresden




La serata di debutto al Millerntor finisce con un pareggio che da un lato ci sta stretto e dal'altro è coerente con il gioco visto in campo. Il Dresden si è dimostrato molto solido e capace di impensierirci (soprattutto con Erich Berko)  anche se non ci è sembrato affondasse il colpo.




Purtroppo all'imprevedibile cannoniere Christopher Buchtmann che, dopo la rete che ci ha fatto vincere la prima partita del campionato, ha messo a segno una doppietta, gli ospiti hanno saputo rispondere con  realizzazioni che ci hanno raggiunto due volte.



Così al bellissimo goal di Butchmann al 22', la Dinamo ha risposto con Marc Hartmann che ha colpito agevolmente e con precisione dal centro dell'area. Nel secondo tempo alla seconda rete dai 18 metri del nostro Christhoper al 69, anch'essa molto bella,  ha risposto quattro minuti dopo Lucas Roser che ha raccolto da pochi passi un pallone sfuggito dalle braccia di Robin Himmelmann che aveva parato egregiamente una conclusione avversaria.



Tra questi ultimi, due goal Butchmann ha pescato Sami Allagui che si è involato verso la porta superando Marvin Schwabe. Rete annullata per un fuorigioco millimetrico del nostro attaccante. Tutto sommato, abbiamo giocato un buon  calcio, soprattutto quando nel secondo tempo Jansen ha pensato di cambiare l'assetto tattico della squadra. La squadra sembra in ottima salute e si appresta ad incontrare il Paderborn lunedì 14 agosto.

sabato 29 luglio 2017

L prima è buonissima a Bochum


Riprende la Zweite Bundesliga con la prima del St Pauli a Bochum. Ci portiamo a casa i tre punti in una partita iniziata alla grande, con un ottimo calcio e qualche occasione che non si è concretizzata davanti ad una squadra di casa che sembrava molto in difficoltà nel costruire gioco e nel contrarre i nostri attacchi. Un imbarazzo naturale, visto che il nuovo allenatore Ismael Atalan ha iniziato a lavorare con la squadra solo 17 giorni fa. L'undici presentato dal nuovo allenatore Olaf Janssen prometteva di scendere in campo proponendo un gioco molto diverso da quello mostrato nell'ultima di precampionato, vinta con il Werder Brema al Millerntor (2-1 con due goal del nostro bomber Aziz Bouhadduz). 


Come anticipato iniziamo con un gran ritmo giocando alti e mettendo in confusione gli avversari. Bernd Nehrig ha avuto un pallone d'oro giungendo in mezzo all'area dopo aver seminato gli avversari, solo davanti a Manuel Riemann. Purtroppo il portiere ha parato la conclusione del nostro nuovo capitano. Poi è capitato a Buchtmann su lancio di Sobota, impensierire Riemann al '15'. Un'altra buona occasione è ghiunta al 27' con Bouhadduz che ha tirato tra le braccia del portiere. Non abbiamo detto che Janssen ha deciso di schierare Robin Himmelmann, il portiere che ha iniziato la scorsa stagione da titolare ed è stato forse il capro espiatorio dei tragici risultati di cui non è che avesse tutta questa responsabilità. 



E Himmelmann si è rivelato il nostro migliore uomo in campo proprio dalla mezz'ora del primo tempo in avanti con una serie di interventi fondamentali per salvare la inviolabilità della sua porta. Il primo intervento è avvenuto su un rapido cambio di fronte (fase di gioco su cui dovremo riflettere non farci sorprendere indifesi) quando Stefan Celozzi ha innescato in area Thomas Eisfeld smarcatissimo. 


Himmelmann esce con perfetto tempismo e ribatte con il piede in spaccata. il Bochum inizia a prendere le misure divenendo più consistente a centrocampo ma noi abbiamo ancora la giusta  spinta offensiva al '37, quando il nuovissimo attaccante Allagui fa vedere tutta la sua classe con un dribbling che supera Danilo portandolo al fondo dell'area per provare una difficile conclusione neutralizzata da Riemann. Finiamo le conclusioni del primo tempo con un tiro di Sobota da 22 metri (al 39'). 



Si riprende con un'altra ottima azione che porta al tiro Buchtmann al '46, neutralizzato ancora da Riemann. Dopo un salvataggio sulla linea di Philipp Kalla,  parte lo show di Himmelmann. Al 50' para un tiro insidioso di Danilo; un minuto dopo respinge una conclusione dal centro area di Eisfeld. Due parate difficili a raffica. Riprendiamo campo con Kalla che trova Allagui che supera Jan Gyamerath e spedisce il pallone di poco a lato (57'). 

 
 
Al 61' ancora Himmalmann fa una parata strepitosa su una conclusione di Diamantakos. Su un cambio di fronte, al limite dell'area Allagui riceve e con un tocco deliziosamente lento serve l'accorrente Buchtmann che calcia perfettamente mettendo il pallone alle spalle di Riemann, nell'angolo destro (65'). Wow! 


Ancora Himmelmann  neutralizza benissimo una pericolosa conclusione di Tim Hoogland (67'). Nonostante la superiorità di possesso palla  e la pressione dei padroni di casa, la difesa sembra registrata bene e controlla ordinatamente fino alla fine. Inizio perfetto.

martedì 27 giugno 2017

Monk, una relazione pericolosa con il cinema


Chi è più eccentrico di Thelonious Monk? Forse un cineasta che decide di consegnare alla sua imprevedibilità l'incarico per una colonna sonora cinematografica. E questo cineasta esiste e si chiama Roger Vadim! Lui nel 1960 ha scelto Monk per la musica del suo film "Les liaisons dangereuses 1960" (il 1960 è stato imposto dalla Societè des gens des lettres, per differenziare il titolo da quello del romanzo di Laclos)...sull'onda del cinema francese coevo con Malle che sceglie Miles Davis per il so Ascenseur pour l'échafaud, o Eduard Molinaro che ingaggia Art Blakey (Des femmes disperassent) e Barney Wilen (Un tèmoin dans la ville), o, ancora, Jean- Pierre Melville con Martial Solal (Deux hommes dans Manhattan). Oggi dopo cinquant'anni la colonna sonora di Monk è uscita (sia in cd che in una tiratura limitata di vinili). Il progetto nelle mani di Monk attraversa diverse peripezie e alla fine, il 27 luglio del 1959,il pianista con Art Taylor alla batteria e Sam Jones al contrabbasso registra a New York il materiale che in buona parte riprende alcune sue composizioni già note.



Nel film entreranno solo alcune di queste traccie alternate con altre di Messengers guidati da Art Blakey (sono quelle che già erano state pubblicate in disco). Il disco invece comprende tutte le versioni dela sezssione citata, compresi alcuni inediti e alcuni brani in cui compare Charlie Rouse e un secondo ospite: Barney Wilen. Come sempre grande musica che raccoglie la sua grazia dalle spigolature armoniche, dagli imprevisti sviluppi melodici, dallo charme del suono, dalla tenerezza e dai muscoli. Impertibile reperto affiorato dal passato grazie a Marcel Romano che ha conservato le piste nel suo archivio. 



Per quel che riguarda il film, il canovaccio riprende il romanzo di Laclos trasferendolo ai giorni nostri. E' il terzo film del trent'enne Vadim, la cui eleganza sembra essere in perfetta armonia con quella del trattamento del copione...e poi Jean Moreau e Gerard Philipe nei panni della leggendaria coppia Merteuil/Valmont è una scelta perfetta. I titoli di testa che durano più di due minuti sono commentati da un astratto piano solo di Monk a cui si aggiungono Sam Jones e Charlie Rouse, mentre la cinepresa inquadra da varie angolazioni una scacchiera, metafora dei movimenti sentimentali che incrociano le storie delle pedine, alias dei personaggi: bellissimo!(Su You Tube, si può vedere tutto il film  con sottotitoli inglesi per chi non frequenta il francese)

Rosi, il Che, i politici cubani e il dolore di un continente




Venti giorni dopo la morte del Che, Francesco Rosi elabora l'idea di girare un film su di lui e per questo viaggia verso il Sud America per raccogliere quelle testimonianze di prima mano che in molti casi riescono a riaprire le visioni che giungono dai canali dell'informazione. Entrare nel cuore della verità è il suo metodo di lavoro aperto con successo dal film Salvatore Giuliano (1962) e continuato con Le mani sulla città (1963 e Leone d'Oro a Venezia). L'inchiesta fatta sul campo e l'impostazione del progetto cinematografico hanno l'approvazione di Fidel, ma i tentennamenti della produzione di fronte ad un tema così scottante, fanno sì che tutto si fermi alla fase della preparazione, non andando aldilà di una serie di taccuini. In brevissimo tempo sul caso Che, montano una serie di congetture, dal tradimento di Regis Debray, al ruolo della CIA, dalla posizione distaccata della popolazione boliviana all'indifferenza dei politici comunisti di diverse nazionalità. Al regista bastano due mesi per capire la stretta relazione che una storia sul Che poteva avere con le condizioni disastrose in cui versavano le popolazioni incontrate e i loro tentativi di emancipazione. Così la posizione dei castristi che avrebbero voluto un film tutto girato a Cuba, sembrava essersi dimostrata inconciliabile con l'entità continentale del problema. Per Rosi, affrontare il personaggio del Che significava dare voce all'intero Sud America, che la sua uccisione sembrava avere ricacciato in un rassegnato silenzio. Oggi i preziosi taccuini, con una miriade di informazioni, riflessioni sono raccolti insieme al trattamento di questo film che non si è mai fatto. Il lavoro di scelta è stato coordinato con la cura della figlia Carolina Rosi e di Maria Porcino. L'editore Rizzoli lo ha pubblicato con il titolo I 199 giorni del Che. Diario di un film sulle traccie del rivoluzionario. Con amarezza, possiamo leggere alcune considerazioni che gettano fango sull'apparato di partito a Cuba: la più lacerante dice che "di fronte ai politici la mafia è uno scherzo".